Attività

  • I DINTORNI
  • ITINERARI IN MOUNTAIN BIKE
  • ITINERARI A PIEDI ED IN AUTO
  • Molte le attività che possono essere svolte durante il vostro soggiorno qui.
    A partire dalle escursioni nelle più vicine località turistiche come Lido di Camaiore, Viareggio, Forte dei Marmi, Pisa, Lucca e Firenze.
    Altrimenti potrete divertirvi con fantastiche escursioni in mountain bike o trekking nelle vicine Alpi Apuane, oppure surf, windsurf, barca a vela e battute di pesca nel mar Tirreno.

    CAMAIORE e LIDO DI CAMAIORE

    Lido di Camaiore è la ridente moderna spiaggia dello storico centro di Camaiore. Con un vasto arenile di 4 km. di sabbia fine e dorata, è una stazione balneare all’avanguardia, tra le più qualificate località turistiche della Versilia. Si accede al mare attraverso una bella passeggiata, ricca di aiuole e palme, che ospita i locali pubblici, quelli di intrattenimento e attrazione.
    Lido di Camaiore è caratterizzata da numerose ville immerse nel verde,da ampie strade, piazze e parchi pubblici.
    Il centro storico resta nell’entroterra della Versilia adagiato in un’ampia conca ai piedi delle Alpi Apuane. Una cittadina di antiche origini con molti monumenti tra cui il piccolissimo Teatro dell’Olivo, l’imponente Badia di San Pietro, il Museo d’arte sacra.
    Piacevoli passeggiate nella centrale via di mezzo tra botteghe e boutique.

    VIAREGGIO

    l suo nome deriva da "Castrum de via Regia", un fortilizio di imponenti dimensioni costruito nel 1172 sulle rive del mare da Lucchesi e Genovesi, alleati contro Pisa, a difesa della costa e del territorio circostante.
    Elegante e raffinata, soprannominata "la Perla del Tirreno", Viareggio oggi rappresenta uno dei più belli e pittoreschi sbocchi al mare della Toscana: 12 Km di spiaggia dalla sottile e soffice sabbia dorata ed il dolce declivio dei fondali, un’estate interminabile, le magnifiche Alpi Apuane alle spalle le estese e leggendarie pinete, luoghi di tranquillità e relax, apprezzate da molti personaggi illustri tra i quali Gabriele D’Annunzio.
    Oggi è una mèta ideale per vacanze che durano tutto l’anno, centro di divertimento, patria del Carnevale e della raffinatezza notturna con i suoi locali all’avanguardia e di gran classe, eleganti negozi e boutique di molti stilisti del made in Italy.
    L’ampia gamma di strutture ricettive (alberghi, residence, B&B, case vacanze, campeggi) è in grado di soddisfare, in ogni stagione, tutte le esigenze del turismo individuale, familiare ed organizzato.

    MARINA DI PIETRASANTA

    Rinomata stazione balneare, con un arenile vastissimo di spiaggia soffice, immersa nel verde dei giardini,delle pinete e della macchia mediterranea, incorniciata dalle vette delle Alpi Apuane, Marina di Pietrasanta offre un ambiente suggestivo ed armonico, ideale per un soggiorno di riposo.
    Oltre 100 sono gli stabilimenti balneari dislocati lungo l’arenile, perfettamente attrezzati, ai quali si accede attraverso una serie di giardini. Gli insediamenti urbani sono intramezzati da parchi e giardini e rifuggono dall’assumere una caratteristica cittadina per accentuare l’aspetto residenziale. Non mancano tuttavia famosi locali per il divertimento notturno. Fino al confine con il comune di Forte dei Marmi, si estende per quasi un milione di metri quadrati il parco della Versiliana. Nella vasta e folta pineta, attorno alla celebre villa che ospitò il poeta D’Annunzio, si svolge in estate il Festival de La Versiliana con il suo famoso Caffè pomeridiano.

    FORTE DEI MARMI

    Località turistica apprezzata e conosciuta in tutto il mondo, Forte dei Marmi sorge attorno a un pontile impiantato nel Cinquecento per il carico dei marmi provenienti dalle Alpi Apuane.
    Nobili, diplomatici, uomini d’affari, artisti e personaggi famosi vi hanno costruito splendide ville nascoste e protette dal verde della pineta, scegliendone le finissime sabbie per trascorrervi i propri periodi di riposo.

    SERAVEZZA e STAZZEMA

    Insieme a Forte dei Marmi sono il nucleo fondante della Versilia storica. Seravezza, oltre alle bellezze del paese, alle esposizioni ospitate nel Palazzo Mediceo, ha proposte perfette per gli amanti della natura. Da lì partono anche numerosi percorsi in mountain bike sulle strade di Michelangelo fino alle cave del Monte Altissimo. Una zona di eccezionale bellezza paesaggistica, così come il comune di Stazzema che ha un’altitudine che varia dai 63 ai 1600 mt. sul livello del mare: 18 frazioni per altrettanti borghi (Cardoso, Sant’Anna, Pruno, Arni) A due passi dal mare, il fresco e la calma della montagna.

    MASSAROSA
    Anche Massarosa è un delizioso comune dell’entroterra della Versilia. Le sue colline ricoperte di oliveti confinano con Lucca e Camaiore ed ha una zona umida occupata dal Lago di Massaciuccoli. Questo grande Lago, il più grande della Toscana, si trova all’interno del “Parco Naturale di San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli” e si estende su un’area di circa 23.000 ettari. Ricchissima la ornitologica con oltre 200 specie di uccelli stanziali, di passaggio e nidificanti come l’Airone Cenerino, il Fenicottero, il Falco di Palude e il Cavaliere d’Italia. Un sistema naturalistico completato da una grande varietà di flora e che annovera numerose specie rare come la Felce Florida, l’Ibisco di Palude, e la Ninfea Bianca. Massarosa è contornata da splendidi borghi come Pieve ad Elici, Gualdo, Montigiano, Bargecchia ecc. Da visitare Massaciuccoli con i reti della villa Romana.

    PIETRASANTA
    Pietrasanta, antica città di origine medioevale, è da considerare il capoluogo storico della Versilia e la capitale della lavorazione artistica del marmo. È un centro di statura internazionale per la lavorazione del marmo e del bronzo, tanto da ospitare frequentemente scultori internazionali che vi soggiornano per creare opere scultoree anche di grandi dimensioni. Il suo patrimonio artistico, indubbiamente legato alle vicende cittadine, comprende pregevoli opere di famosi maestri dello scalpello: da ricerche storiche si segnala il passaggio del grande Michelangelo, che qui abitò mentre sceglieva i marmi delle sue opere nelle vicine cave di marmo e qui trattò l’acquisto dei marmi per la facciata di S.Lorenzo a Firenze. Un altro illustre figlio di Pietrasanta è il poeta Giosuè Carducci, nato nella vicina frazione di Valdicastello che oggi porta il suo nome. Con il tempo il paese ha preso il volto di un vero e proprio centro d’arte, con numerosissime gallerie d’arte, esibizioni temporanee stagionali, botteghe di artigiani del marmo, rinomate fonderie di bronzo e laboratori dove si creano mosaici artistici apprezzati in tutto il mondo.

    TORRE DEL LAGO PUCCINI
    Prende il nome da una torre del XV-XVI secolo questa cittadina immersa tra il lago di Massaciuccoli e il Mar Tirreno, tra le Alpi Apuane ed il Parco Naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, celebre per la villa del Maestro Giacomo Puccini, che conserva cimeli e documenti della sua intensa vita. L’ecosistema è di grandissimo interesse ambientale, ricco di flora e fauna. L’arenile si caratterizza per le dune di sabbia, ricoperte da vegetazione mediterranea, che fronteggiano la vasta macchia mediterranea. La meravigliosa varietà e ricchezza di flora e fauna, le spiagge assolate, le fresche pinete, il lago sempre calmo, fanno di Torre del Lago un luogo ideale di vacanze e soggiorni.

    LUCCA
    Lucca è una delle province della regione Toscana situata sulla sinistra del fiume Serchio; il suo territorio si estende a nord fino alla Garfagnana, ad est fino alla Versilia e ad ovest fino alla provincia di Pistoia. Si tratta di una delle più belle e rinomate città d’arte d’Italia, è cinta da mura bastionate del XVI secolo e ricchissima di chiese e monumenti da visitare. Da vedere: Anfiteatro Romano Si tratta di un antico anfiteatro costruito nel I e nel II secolo a.c. Attualmente è interrato di tre metri ed i resti sono inglobati negli edifici che sono stati costruiti al limite della piazza ellittica odierna (Piazza dell’Anfiteatro). La forma della piazza coincide in buona parte con lo spazio dell’antica arena. Lungo il perimetro della piazza è possibile ammirare alcune delle struttute murarie originarie.

    PISA
    Pisa è uno dei capoluoghi di provincia della regione Toscana sita nella pinura alluvionale del fiume Arno (da cui è attraversata) e distante circa 12 km dal Mar Tirreno. Questa città (famosa per la sua torre pendente) è uno dei luoghi storici ed artistici più importanti del nostro paese grazie ai suoi monumenti ed alle sue opere d’arte. Originariamente Pisa era una città etrusca e divenne successivamente una delle colonie romane: la sua importante funzione nel periodo di dominazione dei Romani è testimoniata da un formidabile ritorvamento di dieci navi romane nella zona di San Rossore. Durante il Medioevo Pisa era una delle quattro Repubbliche Marinare insieme ad Amalfi, Genova e Venezia. Ebbe dei forti scontri con Genova e Firenze da cui subì delle gravi sconfitte. Nel 1509 iniziò il periodo di dominazione medicea ridette un pò di propserità a Pisa che entrò di fatto a far parte del Granducato di Toscana fino a quando fu annessa al regno d’Italia.

    PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE
    Un territorio in cui mare e terra si fondono a formare un’area unica e suggestiva. Diciotto chilometri di costa rocciosa ricca di baie, spiagge e fondali profondi, sovrastata da una catena di monti che corrono paralleli al litorale. Terrazzamenti coltivati a vite e a olivo, il cui contenimento è assicurato da antichi muretti a secco. Panorama
    Un patrimonio naturalistico di grande varietà. Sentieri e mulattiere dai panorami mozzafiato. Cinque borghi: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, che si affacciano sul mare. Un ambiente in cui il lavoro secolare di generazioni ha trasformato un territorio inaccessibile in un paesaggio di straordinaria bellezza. Un’Area Marina Protetta e un Parco Nazionale che ne tutelano l’assoluta unicità. Queste, in sintesi, le Cinque Terre, dichiarate dall’UNESCO fin dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

    ITINERARI IN MOUNTAIN BIKE

    • Breve anello fra le colline di Camaiore e Massarosa.
      Un itinerario che permette di effettuare un brevissimo giro attarverso le colline di Massarosa e Camaiore indicato anche a chi è meno allenato per il modesto dislivello e per la facilità del percorso.
      L’itinerario inizia in salita per circa 2,5 km, entrati nel caratteristico borgo si attraversa l’abitato fino ad uscire dallo stesso e ad un bivio si gira a destra per una sterrata con alcuni tratti in salita.
      Attraverso il bosco si raggiunge la strada asfaltata, si gira a sinistra ( a destra sono visibili i ripetitori della TV e il paese di Montigiano) e dopo un brevissimo tratto asfaltato si imbocca nuovamente una sterrata ampia che offre ampie vedute sulle colline di Massarosa e verso il lago e che conduce al piccolissimo borgo di Fibbialla, nel comune di Camaiore.
      Da qui conviene scendere a fianco del paese per la strada asfaltata fino ad incrociare la rotabile che collega la vallata della Freddana con quella del M.Quiesa e in località Balbano si svolta a sinistra per ritornare sulla Freddana. Si risale verso il paese di Piazzano e superato un colle si prosegue verso la Provinciale della Freddana. Si gira verso Camaiore e superato il paese di Valpromaro in leggerissima salita si arriva al bivio per Massarosa e il Monte Pitoro.
      Si segue la strada per Massarosa e dopo circa 1 km si ritorna al bivio per Gualdo dal quale si era partiti.

       

    • Sulle pendici del Monte Gabberi da Pomezzana a Farnocchia.
      Toccando il paese di Pomezzana si raggiuge la Foce di San Rocchino, in vista della vallata di Camaiore e con una lunga traversata alle pendici del M.Gabberi, si raggiunge Farnocchia.
      A Pontestazzemese dalla piazza antistante il palazzo comunale, si seguono le indicazioni per Stazzema e si inizia a salire per una strada asfaltata che superate alcune frazioni raggiunge, dopo circa 2 km un bivio; da qui si procede per Farnocchia-Pomezzana a destra in salita attraverso boschi di castagni fino a pervenire ad un sucecssivo bivio che a sinistra porta a Pomezzana. Prendiamo a sinistra ma non raggiungiamo Pomezzana, dopo circa 3,5 km in prossimità di una curva (ditta Milani lavorazione del ferro) si procede sulla destra in salita.
      La strada asfaltata e stretta supera alcune case e tenendosi sempre sulla destra ai successivi bivii, raggiunge una fonte dopo la quale diventa sterrata, con tratti in fortissima pendenza fino a giungere alla Foce di San Rocchino.
      Da qui ci si dirige a ovest su un ampio prato, dal margine destro del quale si stacca il sentiero n. 3 pianeggiante che attraversa i boschi sottostanti il Monte Gabberi con un percorso a mezza costa agevole. Seguono alcuni tratti nei quali è necessario scendere dalla bicicletta sempre in discesa e in 4,5 km si giunge a fianco del paese di Farnocchia. Da qui seguendo la strada asfaltata per circa 6 km si ritorna al punto di partenza.

       

    • Il Monte Matanna

      Un gratificante itinerario per mountain bike che si svolge nella parte meridionale della Alpi Apuane, si attraversano campi terrazzati lungo la collina e percorrendo antichi sentieri si raggiunge la vetta lungo una panoramica cresta.
      Nonostante la montagna non sia molto alta la salita è dura e divertente e la vista dalla cima è ampia e spettacolare: verdi vallate verso la costa, il mare, le isole, e attorno i picchi rocciosi delle Apuane meridionali.

      Il sentiero 106 sale senza soste fino alla foce San Rocchino a quota 801 metri, dove troviamo la piccola cappella dedicata a san Rocco, sullo stesso versante, svoltare a destra sul sentiero 3 che porta direzione nord-est a Foce di Grattaculo. Da Grattaculo procedere sullo stesso sentiero che attraversa tutto il versante sud-est del monte Matanna e raggiunge la Foce del Pallone (mt. 1080). Dalla Foce del Pallone salire verso sinistra lungo la cresta fino alla vetta del monte Matanna per godere della stupenda veduta sul mare e sulle montagne attorno: il monte Altissimo, il Corchia, il Procinto, il monte Nona, la Pania della Croce, l’Uomo morto, la Pania Secca e gli Appennini.
      Dalla vetta tornare lungo la stessa cresta a Foce del Pallone e da qui seguire il sentiero n. 105 per raggiungere la foce del Crocione.
      Dal passo prendere a destra il sentiero 2 che dalla Foce del Crocione scende giù verso sud con molte svolte in discesa, si supera una fontana, si attraversa un ponte sul torrente che proviene dalla valle della Grotta dell’Onda, passa una marginetta sulla destra e termina sulla strada asfaltata. Da qui procedere sull’asfalto fino a ritornare a Trescolli.

      La visita della Grotta dell’Onda è facoltativa e richiede una breve deviazione dal percorso diretto tra la foce del Crocione e Trescolli.
      La deviazione comporta un allungamento del percorso di circa 1 km. : sentiero 2 a quota 682 m si diparte un sentiero stretto che porta diretto alla grotta.

       

    • Sentiero del Cipresso calvo adatto a Mtb o citybike

      L’itinerario parte dal centro di Massarosa: da qui inizia uno dei percorsi naturalistici più belli che si snoda nella suggestiva zona della Bonifica agraria.
      Una volta imboccata la via di Portovecchio, percorrerla fino ad attraversare la ferrovia, intersecando il reticolo delle strade bianche che geometricamente si frappongono al tracciato incontrando sul cammino un vivace susseguirsi di vivai (pescheti, ecc.) coltivi irrigui e seminativi erborati. Giunti ad una diramazione, si imbocca il percorso a sinistra che va a costeggiare il fitto reticolato dei canali. In località Botolo soffermarsi ad osservare il fosso detto Ferro di Cavallo per la sua forma caratteristica, dopodiché si prosegue l’itinerario verso la località Le Pompe; come si potrà notare, a sinistra scorrono altri fossi, uno più grande ed uno più piccolo, che altri non sono se non l’antico Fosso Burlamacca e la sua versione moderna che sfocia a Viareggio e dove possono navigare imbarcazioni anche di grandi dimensioni.
      In epoca romana questa area era identificata con il termine Fossae Papirianae, ad indicare sia il complesso idraulico di drenaggio delle acque palustri voluto dal console Papirio, che l’insieme dei piccoli centri abitati disseminati d’intorno. Qui il Parco naturale di Migliarino San Rossore, Masacciuccoli, tutela il delicato equilibrio dell’ecosistema lacustre dei chiaroni e dei canali.
      Da non dimenticare che proprio in questo momento ci troviamo immersi in un’oasi naturale da preservare e proteggere. I variegati abitanti che popolano l’area sono spesso timidi e paurosi, ed amano tanto la placida tranquillità del loro lago: non si disturbino, non si rechi danno alla vegetazione o all’ambiente circostante, non si dimentichino rifiuti in giro e si contribuisca a conservare questo piccolo angolo di paradiso nella sua intatta naturalezza…
      Il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) illustre ospite dell’Oasi del Chiarore, e la sua schiera di piccoli amici ne saranno profondamente grati!

       

    • Lungo il versante settentrionale del Monte Altissimo

      Il percorso si snoda lungo le pendici settentrionali del Monte Altissimo, con bella vista su alcune cime delle Alpi Apuane in ambiente ricco di cave da cui si estraeva il pregiato marmo statuario.
      A poca distanza dall’itinerario con eventuale deviazione a piedi è possibile ammirare i versanti meridionali della montagna con le cave da cui Michelangelo estraeva il marmo per le sue sculture.
      I periodi consigliati sono la primavera, l’estate e l’autunno da evitare i periodi di forte innevamento.
      Dall’imbocco meridionale della galleria del Cipollaio (m.799), si prende sulla sinistra una strada privata asfaltata assai ripida che in circa 2 km porta al Colle Cipollaio (m.990). Si oltrepassa una sbarra (delimita l’accesso alla cava sovrastante delle Cervaiole tutt’ora in attività: RISPETTARE LE INDICAZIONI DELLA DITTA HENRAUX, riportate nel cartello a fianco della sbarra) e si lascia a sinistra una diramazione che conduce alla cava delle Cervaiole. La strada divenuta sterrata procede ancora in salita in ambiente ricco di vegetazione fino ad una galleria (m.1200 circa); traversatala si continua a mezza costa con bella vista panoramica fino ad una cava (km 4).
      La strada prosegue orizzontalmente lungo le pendici settentrionali del Monte Altissimo, in ambiente di cave fino ad incontrare nei pressi del Passo del Vestito la carrozzabile che proveniente da Massa qui sbuca da una galleria (8 km)
      Si accede lungo questa strada in direzione di Arni che si raggiunge dopo aver attraversato una galleria (Arni m.916 – km percorsi 11). La strada prosegue in discesa fino a Campagrina e incontra la carrozzabile proveniente da Castelnuovo, a Tre Fiumi (km 13,5). Girando a destra in circa 2 km si è alla galleria del Cipollaio che si supera per tornare al punto di partenza (km 16,5 in totale).

       

    • Da S.Anna di Stazzema a Capezzano Monte

      Il paese di S.Anna di Stazzema noto per l’eccidio nazista durante la seconda guerra mondiale, si trova sulle pendici del Monte Gabberi ed è raggiungibile dalla vallata di Camaiore. Con l’itinerario che proponiamo, è possibile, percorrendo una antica mulattiera, discendere da S.Anna, fino a Capezzano Monte e a Pietrasanta, compiendo così un collegamento fra i due diversi versanti.
      Partendo da Pietrasanta (m.12 s.l.m.), si segue la via Sarzanese in direzione di Capezzano Pianore per pochi km., fino ad incontrare sulla sinistra il bivio per Monteggiori-S.Anna di Stazzema. Si segue questa deviazione e dopo 2,5 km di ripida salita si raggiunge il paese di Monteggiori e successivamente si prosegue verso la Culla. La strada alterna tratti in leggera salita con altri assai ripidi e muovendosi in ambiente sempre molto panoramico, attraversa le pendici occidentali del Monte Gabberi, fino a giungere al piccolo abitato di S.Anna (km percorsi 16; altezza m.650).
      Abbandonando a questo punto la strada che prosegue, superato il cimitero, per qualche km., si volta a sinistra e si raggiunge la chiesa. Conviene a questo punto scendere di bicicletta e con bici alla mano (strada massicciata), recarsi a visitare il Sacrario costruito in ricordo delle vittime dell’eccidio nazista. Il monumento si trova in posizione panoramica e merita una sosta. Si riprende il cammino e seguendo in leggera salita le frecce rosse, si prosegue lungo un sentiero che in breve conduce a un ampia sella dove ci si immette in una rotabile sterrata che si segue a sinistra in discesa. Seguendo a questo punto le indicazioni (segno rosso CAI N. 3) si giunge fino al termine della strada, presso alcuni casolari (località Argentiera) e qui scendendo a sinistra, si prosegue (con bici alla mano) per un sentiero piuttosto accidentato. Oltrepassato un tratto roccioso in cui è necessario fare attenzione, si risale con alcuni tornanti ad un colletto (località case Zuffoni), dopo il quale è possibile proseguire in maniera più agevole per boschi di pini fino alle prime propaggini di Capezzano Monte.
      Seguendo sempre i segni rossi e il segnavia n.3 CAI, ci si immette in una strada sterrata, quindi in un sentiero che conduce, attraverso le caratteristiche viuzze di Capezzano, fino alla chiesa. (km percorsi 21,5; altezza m.343).
      Ci si trova a questo punto sulla strada asfaltata che in 5 km. conduce, con numerosi tornanti, verso la piana della Versilia. Si segue verso sinistra, e godendo a lungo di un magnifico panorama, in direzione della costa, si raggiunge in breve Pietrasanta da cui è iniziato il nostro itinerario.

       

    • Itinerario in mountain bike da Seravezza a Cerreta S.Antonio

      Questo percorso, benché si svolga interamente nella prima fascia montana, è abbastanza impegnativo e può obbligare gli appassionati a effettuare alcuni tratti con bici in spalla.

      Partendo da Seravezza si imbocca la strada panoramica per Azzano – La Cappella (452 m.) e si sale su strada asfaltata fino a raggiungere dopo il paese di Giustagnana (345 m.) un bivio: a sinistra si raggiunge dopo poco più di un km La Cappella di San Martino, (452 m.) di stile romanica (sec XIII) con un bel campanile forse anteriore al Mille e un raffinato rosone detto “Occhio di Michelangelo”; a destra si sale verso Minazzana.( 465 m.) In prossimità del bivio comincia una mulattiera che presenta inizialmente un fondo sterrato e compatto e subito dopo alcuni tornanti rocciosi e impegnativi. In seguito la pendenza diminuisce e si raggiunge il paese di Minazzana dove la mulattiera attraversa con fondo in cemento l’abitato fino ai lavatoi e da qui, piegando a sinistra, riprende a salire. Dopo qualche tornante si incontra sulla destra il sentiero per Basati che nel primo tratto è molto stretto ma in breve si allarga e assume le caratteristiche di una comoda mulattiera. Il percorso presenta difficoltà simili a quello precedente, ma è caratterizzato da un panorama mozzafiato prima sulla costa versiliese poi sulla valle del Vezza e sui monti circostanti.
      Giunti ad una Maestà si osserva il punto di arrivo di una via Crucis, che ha inizio dal sottostante paese di Basati (428 m) Qui il panorama si allarga fino a comprendere la vista del monte Corchia e della Pania della Croce: è senz’altro uno dei luoghi di maggior attrattiva dal punto di vista panoramico. La mulattiera discende verso Basati tra boschi di castagni. Raggiunto il paese si suggerisce una rapida visita agli angoli più caratteristici. Usciti da Basati imbocchiamo la strada asfaltata per Ruosina ma alla prima curva ci immettiamo su una mulattiera lastricata, dove si osservano varie Maestà, che senza particolari difficoltà ci conduce al paese di Cerreta S. Antonio. Qui si riprende la strada asfaltata e si raggiunge dopo appena un chilometro e mezzo il fondovalle e la provinciale per Seravezza.

       

    • Sulle colline di Pietrasanta – adatto a Mtb

      Questo percorso, non molto impegnativo, per il modesto dislivello, alterna numerosi tratti asfaltati con altri sterrati e brevi tratti di sentiero e consente di collegare in modo panoramico le frazioni collinari del Comune di Pietrasanta.

      Lungo l’itinerario è possibile godere di una vista molto ampia in direzione della costa versiliese e della città di Pietrasanta.
      Da Pietrasanta (m.12 s.l.m.) si seguono le indicazioni per Seravezza e giunti a Vallecchia si devia a destra imboccando una strada in salita con indicazioni Solaio, Vitoio ecc. Evitata una deviazione sulla sinistra (località Castello) dopo circa 1,5 km nei pressi di un antico lavatoio in disuso si prende sulla destra, una diramazione molto ripida, (riconoscibile da frecce rosse lungo il percorso), che alternando tratti sterrati con tratti asfaltati termina nei pressi di una abitazione.
      Da questo punto è necessario seguire un sentiero ripidissimo con bicicletta alla mano che in circa 10 minuti sbuca in cima al colle (località Villa il Colle) – (m. 298 s.l.m. – km percorsi 4,5). Si imbocca, quindi, girando a sinistra, una stretta strada asfaltata che in breve si immette (ad una curva a gomito) sulla rotabile, che da Pietrasanta conduce a Capriglia. Si segue in leggera salita questa strada che superato il paese continua a salire per circa 1 km., dopodiché discende in direzione del paese di Capezzano Monte.
      La strada cala con numerosi tornanti attraversando uliveti e raggiunge dopo circa 5 km., l’abitato di Pietrasanta, punto di partenza dell’itinerario.

      Volendo da Capezzano Monte è possibile tornare a Pietrasanta attraverso una strada sterrata (seconda deviazione a sinistra oltrepassato il cimitero di Capezzano Monte), che raggiunge il piano nei pressi della Pieve Romanica di S.Giovanni e S.ta Felicita. Questa strada sterrata dapprima pianeggiante, cala poi più ripidamente, attraverso oliveti, in direzione sud, fino a trasformarsi in sentiero nell’ultimo tratto prima della rotabile.

       

    • Breve giro tra le frazioni della Pieve di Camaiore. – adatto a Mtb

      Il percorso che proponiamo si snoda alle estreme propaggini del Monte Prana, toccando le antiche frazioni della Pieve di Camaiore.

      Le zone percorse sono ancora intensamente abitate ed il paesaggio
      spazia sulla sottostante vallata di Camaiore in vista, oltre che della romanica chiesa della Pieve, delle frazioni poste sull’altro versante. Il giro è molto breve e quasi interamente percorribile in bicicletta a parte alcuni brevi tratti, in cui le antiche mulattiere sono abbastanza strette e invase dalla vegetazione.
      Da Camaiore si segue la via Provinciale in direzione di Lucca, dopo alcuni km, si arriva al bivio Ponte di Nocchi . Si gira a sinistra per andare ai borghi di Nocchi e Torcigliano. La strada asfaltata inizia a salire dolcemente e superata la frazione di Nocchi, si fa più ripida fino a raggiungere il paese di Torcigliano (m.385 s.l.m. – km percorsi 5,5) La rotabile termina in un piccolo piazzale, mentre l’itinerario si stacca alcune decine di metri prima di questo e sale a sinistra, per una ripidissima mulattiera cementata che oltrepassa con scalini alcune case del paese e si riporta in direzione di Camaiore. Abbandonato il paese la mulattiera supera una Maestà e comincia a scendere in vista della vallata sottostante. A questo punto è indispensabile scendere dalla bicicletta a causa della vegetazione che ha invaso la mulattiera ed anche perché alcuni tratti sono stretti e scoscesi.
      Superato questo breve tratto difficoltoso (seguire il segno rosso visibile sulle rocce e sugli alberi) la mulattiera si fa più agevole in vista della frazione di Buchignano (m. 300 s.l.m. – km percorsi 7,5). Superata la frazione di Buchignano (raggiungibile anche per strada asfaltata dalla Pieve di Camaiore), e oltrepassate le ultime case, si segue un segno giallo in direzione di Agliano Peralla.
      E’ necessario fare attenzione alle numerose deviazioni che si incontrano nell’attraversamento di questi antichi borghi, che comunque sono tutti abitati, per cui in caso di necessità è possibile ricevere indicazioni. Dopo alcuni saliscendi per ottima mulattiera a tratti erbosa e a tratti levigata si raggiunge la frazione di Agliano Peralla. Il percorso continua a scendere sempre in vista della Pieve di Camaiore fino ad incontrare una strada asfaltata e superatala ci si immette in una nuova mulattiera che alternando tratti ripidi a tratti facilmente percorribili, dopo aver superato una Maestà, raggiunge l’altra frazione di Salapreti (m.220 s.l.m. km percorsi 11). Oltrepassate le ultime case della frazione, ci si immette in una rotabile asfaltata che ripidamente cala alla località delle Silerchie, praticamente già nell’abitato di Camaiore fino ad incontrare la vecchia via Provinciale per Lucca (m.40 s.l.m. km percorsi 14). Si svolta a sinistra e superato il bivio per la Pieve di Camaiore si raggiunge in leggera salita il punto di partenza al Ponte di Nocchi (m. 85 km percorsi 17)

       

    • I paesi dell’Alta Freddana

      La valle del torrente Freddana è conosciuta dai più soltanto per il fondovalle che si percorre con la via Provinciale che unisce Camaiore con Lucca.

      Sulle colline che si affacciano sulla valle si trovano paesi caratteristici come Orbicciano, Fibbiano, Gombitelli, che vale la pena di conoscere e si prestano ad un facile percorso in bicicletta fuori dalle vie utilizzando a tratti alcune vecchie mulattiere ripristinate dal CAI di Lucca, e a tratti rotabili panoramiche.
      La località di partenza si chiama “Pioppetti” e si trova sulla via Provinciale Camaiore – Lucca circa 2 km dopo il valico del Montemagno al bivio per Massarosa, (sul luogo sorge un monumento in ricordo dell’eccidio nazista nel corso della seconda guerra mondiale).
      Si scende lungo la via Provinciale in direzione di Lucca per circa 3 km, passando per Valpromaro, fino al bivio per Orbicciano – Fibbiano e si volta in questa direzione. La strada sale in maniera ripida e costante e oltrepassato il bivio per Orbicciano si prosegue in ambiente più aperto e panoramico, fino al paese di Fibbiano (km percorsi 8 – altezza m. 451 s.l.m.). Entrambi questi nuclei abitati sono interessanti da visitare in quanto hanno mantenuto intatte le loro strutture caratteristiche di pietra.
      Si raggiunge, seguendo una mulattiera a gradini, la sommità del paese e oltrepassato il cimitero si prosegue per una carrareccia ripida e solo a tratti pedalabile. Ad un primo bivio ci si tiene a sinistra e dopo poco si abbandona questa strada sterrata, inoltrandosi per un sentiero distinguibile da segni rossi e bianchi che si stacca sulla sinistra. Dopo un breve tratto si giunge ad un bivio con frecce indicatrici (Lucese-Montemagno) (Km percorsi 9,5); si segue la direzione Montemagno, scendendo ripidamente a sinistra, e dopo alcuni saliscendi si incrocia una strada asfaltata. La si attraversa, continuando a seguire i segni rossi e bianchi, tornando nuovamente su di un sentiero abbastanza agevole, che in ambiente molto panoramico, sbuca infine su una strada asfaltata, poco a monte del paese di Gombitelli (km percorsi 1 altezza m.492 s.l.m.).
      Gombitelli è un altro caratteristico borgo del comune di Camaiore, noto in passato per la lavorazione del ferro e in posizione panoramica sulla valle della Freddana. Si attraversa il paese per le caratteristiche viuzze e ritornati sulla strada asfaltata presso un tornante, si scende per qualche centinaio di metri fino ad una curva a sinistra riconoscibile da uno spiazzo, sulla destra, con piccola cappella. In questo punto sono nuovamente visibili i segni rossi che salgono per una cinquantina di metri, ad un piccolo colle (sentiero) e dopo in falsopiano, conducono ad un bivio. Si svolta a destra per strada sterrata oramai agevole che scende nel bosco, piuttosto ripidamente e divenuta infine asfaltata, tocca alcune case e giunge a Montemagno. (km percorsi 13,5; altezza m.214 s.l.m.). Raggiunto il valico (caratteristico leccio secolare) si imbocca una strada a sinistra che ripidamente, conduce all’abitato di Capanne, si svolta a destra e subito dopo una abitazione, si svolta nuovamente a sinistra (tabernacolo in marmo), si inizia quindi a scendere per strada sterrata e tenendosi sempre sulla sinistra, si giunge alla località di Panicale, sulla strada proveniente dal Monte Pitoro. Girando a sinistra in breve si è di nuovo a “Pioppetti”, località da dove è iniziato l’itinerario, (km percorsi 17).

       

     

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    itinerari tratti dal sito APTVersilia

     

     

     

    ITINERARI A PIEDI

    • MONTE PRANA

      In auto fino a Foce Lucese, in seguito a piedi.
      Per raggiungere Foce Lucese, dobbiamo prendere la strada che da Camaiore porta a Lucca, oltrepassato il valico di Montemagno, dopo circa 3 km, svoltiamo a sinistra per Gombitelli, seguendo le indicazioni, arrivati a Gombitelli proseguiamo per Foce Lucese, dove incontriamo un ristorante. Si gira a sinistra, proprio di fianco al ristorante, lungo una ripida e stretta strada asfaltata, parcheggiamo l’auto dopo circa un km in uno spiazzo che si trova sulla destra. Proseguendo a piedi, incontriamo una sbarra, oltrepassata seguiamo il sentiero CAI n.101, seguendo i segnali bianco-rossi i quali, attraverso boschi di castagni arriviamo a Mirabello, località con vecchi casolari, andiamo in direzione di Foce di Campo all’Orzo. Poco prima di giungere a Foce di Campo all’Orzo prendiamo a sinistra per il sentiero CAI n.104 che in un’ora di faticosa salita ci conduce in vetta al Prana; sono trascorse tre ore dalla partenza da Foce Lucese, altre due ore sono necessarie per il rientro a Foce Luce.
    • GITA SUL MONTE GABBERI

      In auto fino a S.Anna, in seguito a piedi.
      Il Monte Gabberi è uno dei più panoramici di tutte le Apuane meridionali, la sua vicinanza alla costa permette di ammirare un panorama vastissimo, da Livorno a fino a la Spezia, il lago di Massaciuccoli, il Camaiorese e lo Stazzemese e quasi tutte le cime delle Apuane.
      Partendo da Camaiore e seguendo le indicazioni, raggiungiamo S.Anna di Stazzema (paese teatro di uno dei più gravi eccidi di civili in Italia commessi dai nazisti), che oltrepassiamo continuando (tenendo la destra) per circa un chilometro su strada asfaltata.
      In prossimità del ristorante che incontriamo, lasciamo le auto e proseguiamo a piedi, partendo da una scalinata che si trova proprio davanti al locale e che precede il sentiero.
      A questo punto seguiamo i segnali CAI n.4, dopo circa un’ora e mezza si arriva alla meta.
    • METATO – CAMPO ALL’ORZO

      A piedi
      Da Metato, sul sentiero CAI n 104, per Campo all’Orzo, si rimonta il crinale sopra Metato, quindi ci si dirige sulla sinistra, verso il nucleo abitato delle Casette, ben visibili in alto, ci si riporta verso destra del crinale, dove si scavalca il M. Ciurlaglia, prolungamento della cresta nord-ovest del M. Prana.
      Continuando si oltrepassa tutto il versante settentrionale del M. Prana, giungendo alla sella dove possiamo ammirare Campo all’Orzo, un largo colle a terrazze erbose, un tempo coltivate, che discendono al torrente Rio delle Campore, in una suggestiva valle, ricca di acqua, prati e boschi, posta fra il M. Prana e il M. Piglione.
    • ALLA SCOPERTA DELL’ANTICO OPIFICIO

      in auto fino a Candalla, in seguito a piedi.
      L’itinerario comprende la visita dei ruderi di sette, degli oltre 40 opifici presenti lungo il corso del torrente lombricese. Si sviluppa su sentiero che inizia dalla località Candalla, nota per l’antica Ferriera Barsi (visitabile), posta a circa 3 Km dal capoluogo incontrato lungo la strada per Casoli. Lungo il percorso troviamo i ruderi di proprietà privata (versano in stato di degrado pessimo e se ne consiglia la visita dall’esterno) del Molino Marchetti (XVI secolo), Pastificio Bertagna (anno 1854), Molino del Molinaccio (Anno 1690), Frantoio del Benedetti (anno 1834), Molino ex Polverificio Benedetti (Anno 1834), Molino del Moriconi (anno 1648), Molino Pardini (sec. XVI) e Frantoio e Folle (sec. XVII).
    • LA VIA FRANCIGENA

      in auto
      La Via Francigena è la strada più importante per l’Italia medievale. Essa è il collegamento tra i punti della grande spiritualità cristiana: Canterbury, Compostela, Roma e Gerusalemme.

      L’itinerario, in territorio camaiorese, si sviluppa su oltre 15 km. con partenza dalla chiesa ed ex ospizio di S. Martino di Valpromaro del XII secolo. Prosegue in direzione Montemagno (basta seguire il logo del pellegrino su targa metallica) che si raggiunge dopo aver percorso, seguendo la Via Provinciale per Lucca, un antico tratto che incontriamo sulla destra dove si trova il pannello che descrive il romitorio di Santa Maria Maddalena. A Montemagno troviamo la Chiesa di San Michele del XII secolo e dove era ubicato l’antico ospizio sempre del XIII secolo. Da Montemagno si scende verso Camaiore e dopo circa 1 Km troviamo sulla destra, per chi fa il percorso a piedi, il percorso originario della via francigena segnalato dal logo da apposita segnaletica (questo tratto non sempre è libero dalla vegetazione, in alternativa proseguire seguendo la Provinciale). Giunti a Camaiore centro, per chi viene in auto si consiglia di parcheggiare e visitare il centro Storico: via Francigena (attuale Via IV Novembre), Chiesa di S. Michele, Chiesa di S. Maria Assunta, Mura Castellane. Da Camaiore riprende l’itinerario in direzione Capezzano seguendo la via Italica per poi immettersi sulla via di Dietro Monte sempre stando attenti al logo della Via Francigena che indica il percorso. Dalla via Dietro Monte si raggiunge l’unico tratto originario, di circa 200 m, ubicato in prossimità della Villa Le Pianore (non è percorribile con l’auto). L’itinerario termina alla Villa Le Pianore, dove è nata Zita di Borbone, ultima imperatrice d’Austria, che è possibile visitare.

     

     

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    itinerari tratti dal sito Camaiore.it

     

     


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